MONREALE – Questa mattina, presso l’Istituto comprensivo Francesca Morvillo, è stata inaugurata l’opera dell’artista Igor Scalisi Palminteri. Un murales dedicato al magistrato ucciso dalla mafia.
La cerimonia si è svolta sulle note dell’Inno di Mameli, cantato dai bambini. Successivamente, durante l’evento, i bimbi ci hanno deliziati con poesie e canti. A fare gli onori di casa la preside Francesca Giammona. Presenti il giudice Alfredo Morvillo, l’assessore Totò Cordaro, la giunta municipale, il sindaco Alberto Arcidiacono, il presidente del Consiglio Marco Intravaia, il vescovo Michele Pennisi, la dottoressa Fasula, esponenti dell’arma dei carabinieri della stazione di Monreale, la Polizia Municipale e l’associazioni di Protezione civile Evergreen e Overland.
“Questo murales è molto significativo – ha dichiarato il vescovo Michele Pennisi -. Per questa scuola rappresenta un modello. Francesca Morvillo era una donna dedita alla giustizia, alla legalità, al bene comune. Possa essere d’esempio per i bambini e bambine”. In seguito il prelato ha benedetto il murales.
“Finalmente, abbiamo la possibilità di inaugurare il murales – queste le parole del sindaco Alberto Arcidiacono – che consente a Monreale di guardare al futuro con occhi diversi, perché la testimonianza di Francesca Morvillo è una testimonianza forte. È stata una donna che ha lottato fino alla fine, che ha combattuto per la libertà della nostra terra”.
“Un’iniziativa importante – è il commento del presidente del Consiglio Marco Intravaia – la speranza sono proprio i nostri bambini. È fondamentale trasmettere questi ideali. “Non li avete uccisi, le loro idee camminano sulle nostre gambe”, gridavano così i giovani di Palermo dopo le uccisioni, qualche anno più tardi, dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”.
“Non bisogna dimenticare chi ha dato la vita per noi – prosegue l’assessore Cordaro -. Essi hanno reso il mondo un posto migliore”.
“Noi dobbiamo continuare a lavorare, prendendo in considerazione questa strada – ha detto il Capitano dei Carabinieri, Andrea Quattrocchi – l’esercito dei giovani sconfiggerà la mafia”.
Commenti positivi anche dal Dottore Morvillo: “Il mondo della scuola costituisce uno dei momenti positivi del dopo strage. La scuola dà grande prova di consapevolezza, cosa è giusto trasmettere ai nostri bimbi. Ci sono state persone che sono state disposte a sacrificare la propria vita per il bene della nostra terra”.
STORIA Francesca Morvillo è nata a Palermo il 14 Dicembre del 1945. Moglie del giudice Giovanni Falcone, il 23 maggio 1992, perse la vita insieme a lui e agli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro nella strage di Capaci. Una donna che ha dedicato la sua vita alla giustizia. Nel corso della carriera ricopre le funzioni di giudice del tribunale di Agrigento, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Palermo, di Consigliere della Corte d’Appello di Palermo e di componente della Commissione per il concorso di accesso in magistratura.Nel maggio del 1986 sposò Giovanni Falcone con una cerimonia civile riservata, officiata da Leoluca Orlando, il quale restò vicino alla coppia fino a quel fatidico 23 maggio di esattamente 30 anni fa. Viaggiava, infatti, insieme al marito sull’autostrada A29 Palermo-Trapani, nei pressi dello svincolo di Capaci, quando una carica di tritolo fece saltare in aria le tre Fiat Croma blindate. Una donna con un carattere deciso, determinato e forte. Consapevole del pericolo scelse di restare sempre accanto al marito. “Vicino ad un grande uomo c’è sempre una grande donna”, una frase che calza a pennello nel caso di Francesca Morvillo, uno dei simboli più nobili della lotta alla mafia.