L’aumento generale dei prezzi riguardanti le materie prime sta mettendo sempre di più in difficoltà i panifici e le attività del settore alimentare del paese, costrette ad aumentare il prezzo dei beni da loro forniti. In un mese di guerra i prezzi degli alimentari sono aumentati del 12,6%. Secondo l’analisi della Coldiretti (Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti), sono i prezzi internazionali di oli vegetali, cereali e carne ad aver fatto registrare il massimo di sempre ma in forte aumento sono anche lo zucchero e il latte. Nel dettaglio, a marzo gli oli vegetali hanno subito un aumento del 23,2%, i cereali del 17,1%, lo zucchero del 6,7%, la carne del 4,8% e il latte del 2,6% rispetto al mese di febbraio, sotto la spinta dei pesanti rincari dei costi di produzione favoriti dai prezzi dell’energia.
Anche il grano ha dunque subito svariati aumenti. Il prezzo di pasta e pane aumenta vertiginosamente giorno dopo giorno. Recentemente è stato registrato un aumento del 20%, che corrisponde ad un aumento del prezzo di 20 centesimi. Al momento l’aumento riguarda soltanto il pane di frumento, che passa dal prezzo di 2,40€ a 2,80€. Rimane invariato il prezzo del pane bianco, almeno per il momento.
L’aumento dei prezzi è stato originato dall’improvviso riavvio dell’attività economica post pandemia. L’offerta ha faticato a tenere il passo con le mutevoli esplosioni della domanda in tutti i settori. A peggiorare ulteriormente la situazione è stata poi l’invasione russa dell’Ucraina che ha aggiunto un classico shock dell’offerta, facendo salire l’inflazione e danneggiando l’attività economica oltremodo. Quindi, se già prima la situazione stava diventando difficile, oggi il quadro si è ulteriormente complicato, inoltre le problematiche con gli approvvigionamenti russi si sono aggiunte a una crisi energetica europea già preesistente. Il risultato è decisamente preoccupante, e tutti lo stiamo toccando con mano: l’aumento dei prezzi dell’energia oggi contribuisce in modo determinante sul potere d’acquisto dei consumatori.
Tutto ciò ha ripercussioni sugli acquisti della popolazione italiana. A livello nazionale, i consumi ad aprile 2022 si sono ridotti di oltre il 19% rispetto ad aprile 2019. Considerando i dati del primo trimestre, il 2022 registra una perdita del 18% rispetto a tre anni prima, sono scesi del 6% a Palermo. Secondo una rilevazione Ipsos svolta a marzo 2022, il 78% dei consumatori sono pervasi da elevata incertezza, il 75% sono preoccupati per la tenuta della propria situazione economica.
Questo ha portato ad un cambiamento delle abitudini d’acquisto dei cittadini monrealesi. Alcuni, da noi intervistati, hanno mostrato serie preoccupazioni riguardanti l’aumento dei prezzi dei prodotti di prima necessità, lamentando spesso di avere sempre più difficoltà ad arrivare a fine mese. Molti consumatori stanno già ponendo in atto consumi difensivi, limitandoli o trovando soluzioni più economiche.