Anche l’Amministrazione Comunale di Piana degli Albanesi ha attivato i meccanismi dell’accoglienza. Nei giorni scorsi il Sindaco Rosario Petta ha inviato una nota ufficiale al Prefetto di Palermo e al Presidente della Regione Sicilia per comunicare che Piana è pronta a dare il benvenuto ai fratelli ucraini in fuga dal loro paese a causa della guerra. Abbiamo incontrato Petta e avuto con lui un breve colloquio sulla questione.
D: Sindaco, quando ha deciso di aprire le porte ai fratelli ucraini?
R: Ognuno di noi, in primis come cittadini e genitori e poi come amministratori, deve sentire il dovere morale e umano di garantire il diritto alla vita, all’accoglienza e soprattutto alla pace di ciascuno. Ognuno di noi deve attivare ogni azione e misura finalizzata ad essere supporto e ausilio per chi è obbligato ad abbandonare la propria terra e la propria vita.
D: Che poi è anche la storia degli arbëresh…
R: Infatti… noi arbëreshë custodiamo nel nostro DNA la naturale propensione ad essere comunità accogliente e pronta ad aiutare il prossimo.
D: In che modo la comunità di Piana darà il suo contributo?
R: Abbiamo rivolto una nota ufficiale al Prefetto di Palermo, al Presidente della Regione Musumeci, Commissario per l’Emergenza Ucraina, con la quale abbiamo manifestato la disponibilità di più centri d’accoglienza e una rete di solidarietà, al fianco della piccola comunità ucraina presente a Piana, per dare asilo a chiunque perda improvvisamente la propria casa e debba ridare inizio a una nuova vita.
D: Con chi o con quale organizzazione umanitaria vi siete messi in contatto?
R: Sin da subito abbiamo interloquito con l’Anci Regionale, con la Caritas, con gli enti del terzo settore e le associazioni presenti nel territorio, insieme alla rappresentante della comunità Ucraina a Piana degli Albanesi, per attivare una rete concreta di accoglienza e supporto a 360°.
D: Come procederete?
R: Nelle more che il Prefetto ed il Commissario dia riscontro positivo alla nostra dichiarata disponibilità stiamo già intervenendo con le organizzazioni locali nel predisporre in maniera condivisa un programma dettagliato sugli interventi a breve e medio termine.
D: Sperate che la vostra decisione sia da esempio per gli altri comuni siciliani?
R: L’apertura ad azioni solidaristiche e aiuti concreti deve, e confido sarà, condivisa da ogni amministratore o ente o cittadino che né abbia facoltà e possibilità, ognuno per le proprie competenze. Non c’è politica, non c’è pensiero diplomatico né teoria quando l’unica necessità rimane quella di essere d’aiuto per un popolo in fuga e brutalmente attaccato e quando l’unica soluzione è sentirci cittadini del mondo e fratelli di un’unica grande famiglia.
D: Quanto è importante, oggi, essere solidali con chi ha bisogno di accoglienza?
R: Oggi come sempre essere solidali significa dare concreta vita al concetto di umanità e di responsabilità verso ogni popolo che si trova a vivere un dramma non senza precedenti.