Cronaca

Golf e autismo, un connubio vincente. Grande opportunità per i ragazzi dell’associazione “CON.VI.VI. l’Autismo Aps”

Messo a disposizione il campo del Golf Club Palermo “Parco Airoldi”, grazie ad un progetto finanziato dal Rotary Palermo Sud

By Simona Giangrande

March 09, 2022

MONREALE – Grande soddisfazione per l’associazione CON.VI.VI. l’Autismo Aps, ma soprattutto una grande opportunità per i propri ragazzi che da ottobre, grazie al progetto finanziato dal Rotary Palermo Sud, si allenano nel campo messo a disposizione dal Circolo Golf Club Palermo “Parco Airoldi”.

Il progetto finanziato dal Rotary Palermo Sud si protrarrà fino a giugno. Al termine del percorso i ragazzi prenderanno parte di un torneo con gli under 18/14 della squadra agonistica del circolo e avranno l’opportunità di mettere in pratica quanto appreso durante gli allenamenti. Chi avrà dimostrato una maggiore attitudine durante l’iter formativo riceverà una borsa di studio per un ulteriore anno.

SCOPO DELL’INIZIATIVA

Lo scopo dell’iniziativa non è soltanto di origine terapeutica, ma, soprattutto mira fornire a questi ragazzi un’opportunità di crescita sportiva.

Quando ci è stato proposto il progetto – hanno spiegato Loredana Chiamone e Santina Alduina (rispettivamente la presidente e la coordinatrice dell’ass.“CON.VI.VI l’Autismo Aps”) – ci siamo dette perché non provare. Non avevamo mai pensato al Golf per i nostri ragazzi, è vero, ma poteva essere una bella sfida, che possiamo dire di avere vinto. Siamo la prima associazione, a Palermo, che si occupa di disabilità ad essere coinvolta in un progetto con il Golf.

In questo posto così bello i nostri ragazzi hanno la possibilità di socializzare, ma restando concentrati su loro stessi, senza intromissioni esterne che spesso li disturbano. Imparano a stare insieme ma anche da soli”. Un risultato reso possibile anche grazie alle psicologhe che collaborano con l’associazione Anna Rosaria Calvo e Valeria Amaro.

Entusiasti anche i genitori dei ragazzi che confermano la piacevole scoperta di questo sport da parte dei loro figli testimoniando che, il loro umore, dopo ogni allenamento pomeridiano, diventa positivo e rilassato. Anche i maestri Igor e Marvin Fantini, coadiuvati dall’assistente all’autonomia e alla comunicazione, Giovanna Palumbo, affermano e confermano che attraverso il golf, i ragazzi riescono ad ottenere risultati notevoli: “in questo sport le differenze si annullano e ognuno apprende a superare i primi limiti”.

Un progetto fortemente voluto

Non nascondono di certo la propria soddisfazione il presidente del Rotary Palermo Sud, Aurelio Caronia, e l’ideatore del progetto, Marco Garofalo, socio del Rotary e golfista da oltre 15 anni. Entrambi osservano, con orgoglio, i traguardi ottenuti dai ragazzi, un orgoglio misto a commozione per i genitori che li accompagnano.

Caronia sottolinea che il successo dell’iniziativa è da condividere con tutti coloro che hanno deciso di impegnarsi e crederci. E precisa: “abbiamo finanziato il progetto, ma tutte le figure professionali coinvolte hanno ridotto esponenzialmente i costi. Il Rotary non fa beneficenza ma “service”, investe sulle persone e sulle loro potenzialità, offre loro quelle opportunità che forse non avrebbero avuto”.

E per concludere, le parole dell’ideatore del progetto, Garofalo.

“L’ambiente all’aperto, il silenzio, la ritualità dei gesti, la concentrazione, il confronto con se stessi sono tutte caratteristiche del golf che lo rendono uno sport particolarmente adatto a ragazzi autistici. Il nostro impegno è quello di fornire un’opportunità per scoprire una passione e, perché no, per far emergere agonisticamente chi riscopre qualcosa di più di una semplice passione.

Il nostro obiettivo per il futuro è quello di consentire ad alcuni di loro di continuare”.

Insomma, Golf e autismo rappresentano un connubio vincente.

Il Golf è uno sport, forse da molti trascurato, ma che è degno di essere riscoperto per tutte le opportunità che offre. Può contribuire a migliorare per certi aspetti la qualità di vita dei ragazzi autistici non solo da un punto di vista salutistico, ma anche sul sociale e, indirettamente, sulla didattica.

Aiuta la comprensione e il superamento dei propri limiti, stimola la riflessione, sviluppa la concentrazione e potenzia le capacità cognitive di qualsiasi giocatore.

Proprio per questo il golf è uno sport, che appianando le differenze, potremmo qualificare come promotore della lotta dell’inclusione contro l’esclusione.