Nicola Granà sindaco di Palazzo Adriano

Cronaca

A Palazzo Adriano non solo manifestazioni di piazza, al via l’accoglienza per i cittadini ucraini in fuga dalla guerra

Il Sindaco Nicola Granà: "Speriamo che la nostra iniziativa sia da esempio per gli altri comuni e che non ci si limiti alle manifestazioni di piazza"

By Mario Calivà

March 06, 2022

PALAZZO ADRIANO – Abbiamo incontrato Nicola Granà, il Sindaco di Palazzo Adriano. Da diversi giorni l’Amministrazione Comunale che lui dirige si è attivata per offrire accoglienza ai cittadini ucraini in fuga dal loro paese a causa della guerra. Palazzo Adriano vanta una esperienza decennale di accoglienza. Dunque, per il comune è stato naturale avviare i meccanismi, ben oliati, che hanno come scopo un’accoglienza dignitosa e rispettosa di tutti gli aspetti della persona.

D: Sindaco, quando ha deciso di aprire le porte alle persone in fuga dall’Ucraina?

R: Da subito. Noi a Palazzo gestiamo un centro di accoglienza con un progetto SAI del Ministero dell’Interno, quindi del servizio centrale.

D: Quante persone ospitate?

R: Ventisette. Quindi da tempo il progetto è in forza da dieci anni. La nostra accoglienza è continua con il nostro servizio attivo e con gli ospiti che giornalmente assistiamo.

D: Quali servizi offrite?

R: Non ci sono attività di sola accoglienza ma anche quelle che permettono il diritto allo studio, l’assistenza psicologica e la mediazione.

D: Come siete arrivati alla decisione di estendere la vostra accoglienza anche agli ucraini?

R: Arrivare a questa decisione per noi è stato abbastanza semplice. Poi la visita al confine tra Ucraina e Polonia del nostro vescovo, in qualità di segretario delle chiese orientali di Roma, ci ha dato l’input. Così, noi dell’amministrazione abbiamo deciso di agire concretamente dando disponibilità all’accoglienza senza limitarci alle sole manifestazioni in piazza come hanno fatto tutti gli altri comuni.

D: Come vi state muovendo?

R: Innanzitutto abbiamo contattato la Caritas, essendo in diretto contatto con l’Eparchia di Piana, la Prefettura, la Croce Rossa e diverse associazioni di volontariato che si stanno attivando, come l’ANPAS.

D: La prima azione posta in essere?

R: Immediatamente, tramite una chat comunale di whatsapp, abbiamo diffuso la notizia che eravamo in ricerca di alloggi idonei all’accoglienza.

D: La risposta dei suoi cittadini qual è stata?

R: Straordinaria. Abbiamo trovato disponibilità sopra i 50 posti letto. Stiamo perfezionando gli accordi perché è ancora tutto in divenire. Un’altra bella notizia è stata quella relativa al fatto che il ministero, a Palazzo Adriano, ha attivato altri sedici posti. Quindi, se ci sarà la necessità, siamo pronti all’accoglienza.

D: Dunque, il ministero vi sta dando l’opportunità di ampliare i post?

R: Sì. E abbiamo anche la possibilità di diventare portavoce dei comuni limitrofi. Stiamo creando un sistema diffuso di accoglienza con Palazzo Adriano capofila, poiché titolare dell’accoglienza SAI.

D: Altri comuni si sono attivati?

R: Sì, diversi comuni si stanno muovendo per dare disponibilità all’accoglienza. Perciò sta nascendo un movimento umanitario importante.

D: Una riflessione personale?

R: È giusto offrire accoglienza e che ci sia una mobilitazione generale. Ed è anche importante offrire delle condizioni dignitose ai rifugiati, rispettando degli standard importanti. Speriamo che la nostra iniziativa sia da esempio per gli altri comuni. Anche se la nostra accoglienza ai profughi del nord Africa, purtroppo, non è stata presa come esempio. Sarebbe giusto che la Sicilia fosse accogliente con tutti, allo stesso modo.