Si mobilita la solidarietà nei confronti delle migliaia di persone in fuga dalla guerra scoppiata in Ucraina.
Come avviene in tanti comuni italiani, anche Monreale ospita numerose persone di origine ucraina. Giunte per lavoro, non sono poche quelle che sono poi diventate residenti della città normanna, dove hanno trovato l’amore e messo su famiglia.
Ne abbiamo contattato alcune, ma non hanno voluto rilasciare dichiarazioni, strette dietro il dolore e l’angoscia di sapere di avere fratelli, genitori, nipoti, chiusi nelle case con la paura di cadere vittima dei soldati russi.
Se alcuni ucraini residenti a Monreale sono all’opera per consentire ai loro parenti di giungere dall’Ucraina, qualcun altro non ha, al momento, la possibilità né la speranza di vedere e accogliere i propri cari.
Come una donna, originaria di Kiev, che ha sposato un cittadino monrealese. Vuole mantenere l’anonimato. Vive nell’angoscia. I suoi parenti non riescono a trovare una via di fuga per abbandonare la città, ormai accerchiata dalle forze di Putin.
Intanto si sta attivando la macchina della solidarietà ai vari livelli, istituzionali e non.
Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha annunciato l’intenzione della regione di accogliere i profughi ucraini in fuga. “La Sicilia, culla di accoglienza e integrazione, con la generosità di sempre, è pronta a ospitare i profughi ucraini costretti a lasciare ogni cosa per fuggire dal conflitto in corso ai confini dell’Europa”.
“Coopereremo con le nove prefetture dell’Isola per fornire collaborazione e coordinare gli aspetti logistici, assieme alla Protezione civile regionale, per la distribuzione di farmaci e di ogni genere di prima necessità e perché i profughi possano avere tutta l’assistenza di cui necessitano”.
Ma anche le amministrazioni comunali si interrogano sulla possibilità di intervenire a favore dei profughi, mettendo a disposizione delle famiglie ucraine immobili di loro proprietà.
“Con l’ANCI è in corso una discussione in merito”, spiega Alberto Arcidiacono, sindaco del comune di Monreale. La città normanna potrebbe trovarsi nelle condizioni di mettere a disposizione dei profughi i beni confiscati alla mafia, dei quali tanti si trovano nel territorio monrealese e risultano inutilizzati. Anche se molti di loro non sono nelle migliori condizioni per ospitare delle famiglie, in una situazione emergenziale si potrebbe valutare di utilizzarli. Arcidiacono non pone preclusioni. Ma sarà dall’esito dell’incontro con gli altri sindaci che si deciderà il da farsi.
Altra ipotesi sul campo potrebbe essere quella di richiedere alle varie associazioni che hanno in concessione immobili comunali di cederli per il periodo necessario ad ospitare donne, bambini o famiglie intere.
Ma a chiedere di intervenire sono anche tanti singoli cittadini. Alcune famiglie sono disposte ad accogliere tra le proprie mura di casa profughi minori rimasti privi di genitori, altre vorrebbero mettere le proprie seconde case a disposizione di intere famiglie in fuga dal teatro di guerra.
“In questi casi è meglio che le famiglie si coordino con il comune – spiega Arcidiacono -. Stiamo concordando con ANCI una strategia unica. Meglio evitare scelte individuali che potrebbero non essere approvate dalla Prefettura. Invito pertanto i cittadini a rivolgersi al comune”.