I fatti non sussistono. Con questa motivazione il Giudice per l’Udienza preliminare del Tribunale di Palermo, Marco Gaeta, ha dichiarato il non luogo a procedere in favore di Busacca Maurizio, Salvatore Palazzo, Ganci Salvatore, Russo Cristina, Giuseppa Salamone, Turdo Rosa e Marchese Rosalia, Maria Pia Cappello, tutti dipendenti del Comune di Monreale.
Il Giudice per le Indagini Preliminari, dopo oltre 10 udienze, ha accolto le argomentazioni degli Avvocati Salvino Caputo, Francesca Fucaloro, legali dei primi sette imputati, e della Dr.ssa Giada Caputo che ha curato tutte le indagini difensive, e dell’Avvocato Giuseppe Geraci, legale di Maria Rita Cappello.
“Una sentenza – spiegano Caputo e Fucaloro – che rende giustizia a coloro che avevano da sempre proclamato la propria estraneità ai fatti contestati, e che ridimensiona notevolmente l’impianto accusatorio della Procura della Repubblica e dei Carabinieri della Stazione di San Martino delle Scale che avevano condotto le indagini”.
A vario titolo i funzionari e i dirigenti comunali erano stati accusati dei reati di falso, abuso di ufficio ed omissioni di atti di ufficio, in riferimento a condotte amministrative riguardanti il Cimitero regio di San Martino delle Scale.
I difensori, attraverso complesse indagini difensive, perizie tecniche e produzioni documentali, hanno dimostrato che i sette dipendenti pubblici avevano agito nell’esclusivo interesse pubblico e con correttezza amministrativa. Nonostante ciò l’Amministrazione si era costituita parte civile nei loro confronti, ritenendoli responsabili di avere violato il dovere di correttezza amministrativa.
Arriva anche l’assoluzione per Giovanni Messina, ritenuto il promotore dell’associazione a delinquere. Il Giudice infatti ha assolto il Messina Giovanni dalle accuse di estorsione aggravata, truffa aggravata ed appropriazione indebita. “Dopo 4 anni di indagini preliminari – hanno dichiarato Salvino e Giada Caputo e Francesca Fucaloro – il contesto accusatorio viene notevolmente ridimensionato ed adesso dovrà essere sottoposto al vaglio dibattimentale davanti la quarta sezione penale del Tribunale di Palermo in composizione collegiale. In quella sede dimostreremo anche l’inesistenza del reato di associazione a delinquere”.