PALERMO – Si è svolta ieri a Villa Malfitano la manifestazione del premio Donnattiva, promossa dalla stessa associazione monrealese, presieduta dalla giornalista Ina Modica. La manifestazione si è svolta anche con la collaborazione di diversi partner ed Enti.
Nata a Monreale nel 2003 come “Premio Giornalismo in Rosa”, è da sempre un riconoscimento alla professionalità, sia al maschile che al femminile ed è stata suddivisa in quattro sezioni: La prima, premio giovani, riservato a Sara Barranco, Anna e Caterina Poidomani. La seconda, premio all’eccellenza, riservato Nino Cartabellotta. Licia Raimondi, Laura Pasquini, Laura Leto, Valeria Li Vigni, Giovanna Leonardi e Linda Ferrante. Tra i premiati anche la giornalista Rai, Giovanna Cucè, che molto emozionata e commossa, ha sottolineato che “I numeri del bollettino quotidiano sul coronavirus non sono numeri qualunque, sono persone, storie, vite strappate e questo ci deve fare riflettere a ognuno di noi”.
Durante la manifestazione presente anche il comico Sasà Salvaggio che ha intrattenuto e portato un sorriso a tutte quelle persone che hanno passato un periodo brutto e difficile causato dalla pandemia.
La terza parte della manifestazione era destinata al premio alla scrittura riconosciuto a Maria Carmela Torchi e Michelangelo Arezzo Di Trifiletti. A presentare la manifestazione è stata Giada Adelfio affiancata da Caterina Ganci e Elisa Zuccaro.
Una particolare menzione è stata attribuita a due giornalisti scomparsi prematuramente: Massimo Bellomo Ugdulena e Gianni Molè, che si sono impegnati in maniera attiva e approfondita a sostegno dei giornalisti impiegati anche negli uffici stampa. Nel corso della manifestazione è stato anche presentato il libro Dalla Pandemia alla Pangioia, ideato da Ina Modica e dalle socie dell’associazione, dove all’interno vi sono alcune testimonianze uniche durante il periodo di lockdown.
La Presidente dell’associazione, Ina Modica, ha affermato che “bisogna ripartire da noi stessi e dalle nostre fragilità per costruire insieme un presente e un futuro ancora di quella umanità propria di chi vive in maniera autentica e si relaziona con l’altro, con il diverso da sé in maniera costruttiva”.