MONREALE – Era il 13 maggio 2016 quando per due genitori monrealesi la vita è cambiata definitivamente. Mattia Terranova, il loro piccolo angelo, dopo una lunga battaglia contro il linfoma di Burkitt durata 15 mesi, ha abbracciato il cielo per donare dall’alto la sua luce, il suo sorriso, la sua forza d’animo ad un’intera comunità.
A cinque anni dalla sua scomparsa, papà Salvo Terranova tiene vivo ininterrottamente il suo ricordo nel suo profilo Facebook. Non c’è dolore che si possa descrivere, non c’è tempo che possa o che debba cancellare la memoria.
Si è soliti pensare che le malattie appartengano soprattutto ad un’età avanzata o che i guerrieri siano solo coloro che dotati di corazza, scudo e una spada infliggono le ferite più profonde all’avversario.
La realtà ci insegna che non è così.
Papà Salvo Terranova e mamma Barbara Milanese hanno visto lottare il proprio “guerriero”, il proprio bimbo contro un nemico invisibile, con l’arma più potente al mondo: l’amore per la vita! E l’amore di un bambino ha una forza incontrollata per la sua purezza.
Ma chi era Mattia? Un bambino con tanti sogni, con tante aspirazioni. Da grande avrebbe voluto fare il veterinario, “adorava i cagnolini” – ci racconta a microfoni spenti papà Salvo che poi continua – “era innamorato degli amici, amava ascoltare la musica ed era appassionato di molti youtuber”.
D. Era il mese di febbraio dell’anno 2015 quando i medici giunsero a diagnosi certa. Mattia, data la tenera età, era consapevole di cosa stesse succedendo e cosa avrebbe dovuto affrontare? Siete stati voi genitori a parlarne col bambino? Come ha reagito?
Salvo Terranova: “Il bello di Mattia è proprio questo. Risiede nella tua domanda. Quando lo abbiamo scoperto non abbiamo esitato a nasconderci per piangere, per non fare capire qualcosa a lui ma qualcosa la capì.
Quando siamo arrivati in ospedale era mezzanotte, in reparto vide una bambina senza capelli, perché lì, ahimè, c’è di tutto, e ci guardò e ci disse: me lo potevate dire che avevo un tumore e che devo fare la chemioterapia. (…) Mattia era un appassionato di Focus, guardava sempre Discovery Channel, non gli si poteva nascondere nulla. Era oltre la sua età.
Quando veniva il dottore, Mattia ci obbligava ad uscire dalla stanza perché temeva che il dottore non gli dicesse tutta la verità perché noi genitori eravamo lì con lui. Era come se volesse che i medici gli parlassero da uomo a uomo. Lui, il nostro guerriero ha lottato per 15 mesi in modo tenace e col sorriso sempre in bocca”.
Mattia aveva solo 11 anni. Era un bambino coraggioso. Affrontava la paura col sorriso. Il suo motto era: “Il lamento appartiene ai perdenti e io non lo sono“.
La sua scomparsa ha procurato un dolore immenso ai familiari, agli abitanti di Pioppo, all’intera comunità monrealese.
Nel 2017, giorno 6 giugno, a Mattia Terranova è stata intitolata la palestra dell’Istituto Comprensivo Statale “Margherita di Navarra”, scuola che lo stesso frequentava.
Nel 2018, giorno 11 marzo, più di cento bambini hanno preso parte al“Memorial Mattia Terranova”, manifestazione indetta dalla società sportiva Gi.Ca. di Monreale in ricordo del piccolo bambino scomparso prematuramente nel 2016.