MONREALE – Quella di Filippo Basile è una delle tante storie che con molta probabilità ciascuno di noi ha già ascoltato da amici e parenti, appesi, dopo tanti giorni, a quella telefonata dall’ASP che gli possa restituire un po’ più di libertà.
Filippo Basile, negoziante monrealese, il 4 novembre si era presentato al drive-in organizzato presso la Fiera del Mediterraneo, a Palermo, per sottoporsi al test sul covid19. Al primo tampone, quello rapido, era risultato positivo, e quindi era stato sottoposto al secondo tampone, quello molecolare, per avere la conferma che non si stesse trattando di un falso positivo. Insomma, la normale procedura alla quale in tanti si sono sottoposti.
“Entro le 72h, così mi è stato detto dal personale dell’ASP, avrei dovuto ricevere per telefono l’esito del secondo tampone”, racconta Filippo, che intanto si era posto in quarantena nella sua abitazione di San Martino delle Scale.
“Da giorno 4 novembre sono trascorsi ben 13 giorni, ma dall’ASP la telefonata non è mai arrivata”, continua Filippo nel suo racconto, simile a quello di tanti altri cittadini. Il cittadino monrealese in questi giorni non è però rimasto con le mani in mano. “Ho contattato l’ASP, ho chiamato il sindaco di Monreale che si è attivato, ho telefonato al call center predisposto dal Ministero della Salute a Roma”. Nonostante questi sforzi ancora ad oggi nessuna notizia dell’esito del tampone di Filippo.
Il dubbio è che l’ASP, ingolfata dall’eccessiva mole di lavoro che sta trovando a dovere smaltire, abbia smarrito la pratica.
“Al drive-in di Monreale tenutosi una decina di giorni fa presso l’ex mobilificio Mulè un mio parente stretto si era sottoposto al tampone rapido. Era risultato positivo e quindi era stato sottoposto al secondo tampone”. In quell’occasione la procedura era stata seguita correttamente: “L’esito gli è stato comunicato entro le 72 ore”.
Ed invece, a distanza di 13 giorni dal tampone Filippo è costretto a continuare la quarantena. Come lui stesso racconta, aveva avuto appena un accenno di febbre all’inizio di novembre, ma ormai sente di essere in buone condizioni di salute. Ed oltre a vedersi limitato nel rapporto con moglie e figli, è costretto anche ad affrontare dei costi non previsti: “Dopo la sanificazione del negozio sono stato costretto a prendere un dipendente”.