È stato condannato a quattro anni e mezzo Salvatore Billetta, monrealese, classe 1969, coinvolto nell’inchiesta “Nuovo Papa”. La sentenza è stata emessa dalla quarta sezione del tribunale di Palermo, che ha invece assolto Giovanni Pupella e Alberto Bruscia (VEDI ARTICOLO).
Billetta era stato condannato in primo grado alla pena di 8 anni e 4 mesi di reclusione per associazione mafiosa e altro.
Secondo i giudici del collegio presieduto da Bruno Fasciana Billetta sarebbe stato un elemento di spicco della cosca di Monreale. Avrebbe, tra l’altro, individuato le attività commerciali alle quali imporre il pizzo.
Monreale, blitz antimafia. I particolari e il VIDEO degli arresti
L’inchiesta “Nuovo Papa”, che a giugno 2018 aveva portato agli arresti di Sergio Damiani, Salvatore Lupo, Girolamo Spina, Salvatore Billetta, Antonino Alamia e Antonino Sciortino, aveva documentato la riorganizzazione territoriale di cosa nostra, i suoi vertici ed i nuovi assetti della storica famiglia mafiosa di Monreale. Secondo gli inquirenti la famiglia mafiosa di Monreale sarebbe stata una delle articolazioni più rilevanti del mandamento di San Giuseppe Jato, anche in considerazione della posizione strategica, data la vicinanza alla città di Palermo e alle altre famiglie mafiose della provincia palermitana.
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Dall’indagine dei Carabinieri erano emersi numerosi elementi indiziari a carico di Sergio Damiani che, pur se detenuto, era stato già individuato quale reggente della famiglia di Monreale non appena scarcerato.
Secondo gli inquirenti, all’interno del nuovo assetto di potere determinato nella famiglia mafiosa di Monreale, era stato riservato un ruolo di primissimo piano, sia ad Antonino Sciortino che a Salvatore Billetta. Il loro compito sarebbe stato quello di individuare le attività edilizie cui indirizzare le estorsioni, per garantire gli introiti nelle casse del mandamento e assicurare il controllo del tessuto economico e sociale sul territorio.