«Un criterio non ragionevole e che non rispetta i criteri di equità». Lo dice il consigliere comunale parlando dei criteri di distribuzione della seconda tranche di buoni spesa da parte del Comune di Monreale.
I criteri, secondo quanto sostiene l’ex sindaco di Monreale e consigliere di Alternativa Civica, andrebbero rivisti per consentire anche alle famiglie, che fino ad oggi non hanno potuto beneficiarne, di riceverli.
Capizzi cita, a titolo di esempio, tutti coloro i quali al momento non hanno ricevuto le somme della cassa integrazione a causa di imperdonabili ritardi da parte della Regione, e che si trovano con l‘acqua alla gola e con i bilanci familiari in rosso. Tra gli esclusi anche chi riceve altre forme assistenziali che però non risultano sufficienti a condurre una vita dignitosa. «Si cerchi di dare una forzatura ai criteri di distribuzione dei buoni spesa e di dare un minimo segnale di solidarietà a queste persone».
Capizzi, quindi, torna sulla polemica delle mancate convocazioni delle sedute di Consiglio comunale nel corso di questi mesi caratterizzati dall’emergenza sanitaria. «È mancato il confronto politico – afferma Capizzi -, si poteva quantomeno coinvolgere la Commissione consiliare competente per rivedere i criteri di equità utilizzati nella distribuzione dei buoni spesa». Dalla prima distribuzione ad oggi le condizioni delle famiglie sono cambiate e ci sono molte persone che mentre ieri aspettavano la cassa integrazione, ad oggi non l’hanno ancora ricevuta. Si prendano in considerazione le esigenze contingenti che sono venute a galla in questi giorni e si proceda ad una gradazione della distribuzione».