Bagarre all’ARS, Musumeci abbandona l’aula, Micciché sospende la seduta

Anthony Barbagallo (Pd): Una Finanziaria con coperture ‘farlocche’

Nemmeno l’emergenza Coronavirus è riuscita a stemperare le ormai costanti polemiche tra maggioranza ed opposizione riunite a Sala d’Ercole per discutere ed approvare i documenti finanziari, necessari per programmare gli interventi della Regione in favore della ripresa economico-finanziaria dei siciliani.

Ma quella di oggi è stata la giornata più nera, con il presidente della Regione che ha abbandonato l’Aula, con espressioni di sdegno per la richiesta del voto segreto, una pratica che da sempre il governatore vuole abolita in Parlamento in nome della trasparenza.

Questi i fatti: a Palazzo dei Normanni i deputati erano riuniti per approvare la finanziaria, dopo aver esitato ieri e questa mattina i bilanci dell’Assemblea regionale siciliana e della Regione.

Nel pomeriggio era cominciato l’esame degli articoli della finanziaria, alla presenza del governatore e del vice presidente ed assessore regionale all’Economia Armao. Ad un certo punto, Musumeci, visibilmente alterato, aveva preso la parola dai banchi del governo dopo che il deputato di Iv, Luca Sammartino, aveva chiesto il voto segreto su un emendamento del movimento Cinquestelle a una norma della finanziaria sui fondi per lo sport.

“Mi auguro che di lei e di quelli come lei si possa occupare ben altro Palazzo”, con un chiaro riferimento al fatto che Luca Sammartino, ex esponente del Pd poi passato a Iv e attualmente presidente della commissione Lavoro all’Ars, è indagato dalla Procura di Catania nell’ambito di una inchiesta per corruzione elettorale.

Come ricordato, Musumeci da sempre si batte per abolire il voto segreto e nei mesi scorsi aveva annunciato che non avrebbe più partecipato a sedute parlamentari fino a quando non fosse stato modificato il regolamento parlamentare che disciplina il voto segreto.

Immediate le reazioni di protesta al comportamento del Governatore, a cominciare dal Presidente dell’Ars Gianfranco Micciché. “E’ stato un intervento che non doveva essere fatto”, ha detto Micciché sospendendo l’Aula in cui nel frattempo si stava scatenando una bagarre. I capigruppo di opposizione D’Agostino, Fava, Lupo e Pasqua hanno emesso un comunicato subito dopo l’accaduto. “L’intervento di oggi del presidente Musumeci costituisce un’offesa grave e senza precedenti nei confronti di tutto il Parlamento siciliano – hanno scritto -. Apprezziamo la censura immediatamente espressa dal presidente dell’Ars Miccichè. Crediamo che mettere in discussione le prerogative di un’Assemblea Parlamentare e offendere l’onorabilità dei suoi deputati, come ha fatto Musumeci, sia un comportamento irricevibile e incompatibile con l’alta responsabilità della funzione che ricopre”.

Ma il presidente della Regione fin dall’inizio dell’esame della Finanziaria era stato oggetto di critiche da parte dei banchi della minoranza. Anthony Barbagallo del Pd in apertura di seduta era intervenuto criticando il documento: “Stiamo per iniziare l’esame di una Finanziaria per la quale resta il tema delle coperture che potremo definire ‘farlocche’ visto ché è saltato il disegno originario del governo che prevedeva un vero e proprio scippo ai Comuni assegnatari di risorse del POC”. Ed aveva aggiunto: “A questa legge manca un’anima, un progetto valido e realizzabile che programmi il futuro economico dell’Isola e la ripartenza dell’economia bloccata dalla crisi epidemiologica, ma che già in precedenza pagava le consegue di decisioni cervellotiche”.

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