MONREALE – Sono una cinquantina gli impiegati del comune di Monreale che hanno aderito alla richiesta di svolgere lo smart working. Da casa, in maniera agile, come previsto dalla normativa vigente, svolgono il lavoro d’ufficio. Una modalità adottata anche dai dirigenti comunali.
“A me, impiegato comunale, non è mai arrivata una comunicazione ufficiale sul lavoro agile dei dirigenti”, spiega il segretario aziendale della CISL, Nicola Giacopelli, che venerdì scorso, in una nota, ha lanciato una forte provocazione. “… abbiamo assistito a una precipitosa “fuga a casa” dei vertici dirigenziali dell’ente, autorizzati (non si sa da chi) …” (VEDI ARTICOLO COMPLETO). Dichiarazioni che hanno scosso non poco l’ambiente lavorativo del comune.
A queste sue dichiarazioni il vertice amministrativo dell’ente, il segretario generale Francesco Fragale, non ha voluto replicare. “Non mi sembra questo il modo più opportuno di affrontare la questione” ha risposto.
A Giacopelli abbiamo chiesto di entrare di più nel merito della questione sollevata.
“Io, come d’altronde i miei colleghi, non sono a conoscenza se il mio dirigente è in ferie, se lavora da casa, se è in malattia. Io vado giornalmente in ufficio, attendo di ricevere direttive, ho necessità di confrontarmi con lui. Ma non ho ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sulla sua modalità lavorativa e quindi su come devo relazionarmi con lui”.
Il sindacalista della CISL si chiede in che modo quindi i dirigenti stiano coordinando e controllando le attività delle strutture a cui sono preposti. “Strutture che stanno lavorando regolarmente. Come ad esempio quella della Protezione Civile, impegnata ad affrontare l’emergenza da Covid19. Dov’è il suo dirigente? A casa in ferie? O coordina e dirige da casa?”
Per Giacopelli ci sarebbe anche una questione morale: “Vedo il sindaco e alcuni assessori impegnati sul territorio giornalmente. Mi sarei aspettato la stessa cosa dai dirigenti”.
La risposta dell’ingegnere Maurizio Busacca, dirigente dell’Area 5, Gestione del Territorio, è laconica: “Ho impartito a tutti i dipendenti la direttiva di trasmettere proposte in formato digitale e tutti i colleghi del Comune si sono adeguati. L’obiettivo primario è la sicurezza, in ottemperanza ai vari decreti del presidente del consiglio dei ministri. Il mio comportamento è stato adottato in quanto imposto dalla legge per la pandemia in corso”.
Il sindaco Alberto Arcidiacono prova a gettare acqua sulla polemica: “In questa fase è un diritto del dipendente chiedere di svolgere il lavoro da casa, in maniera agile, e un dovere di chi di competenza valutare che ci siano le condizioni. E sono convinto che i dirigenti, perché, voglio sottolinearlo, non è compito di un sindaco, abbiano avuto una corrispondenza con i dipendenti, abbiano valutato il loro carico di lavoro, fatto considerazioni in merito alla sicurezza, e poi abbiano autorizzato lo smart working”.
Lo stesso vale per i dirigenti che, spiega il sindaco “non mi risulta che siano tutti i giorni in smart working, ma presenti anche in ufficio, dove proprio in questi giorni sono stati chiusi dei contratti. Gli uffici stanno lavorando”.
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