Mariella Sapienza

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Il Covid-19 si è impossessato delle nostre vite, facciamo buon uso di questo periodo per diventare persone migliori

Odio, rancore, egoismo, potere, superficialità e ignoranza non hanno mai condotto l'uomo verso la strada più luminosa

By Maria Sapienza

March 21, 2020

Non canto perché non lo so fare, non ballo perché sono sgraziata e tutto questo improvviso tempo libero lo dedico alla casa, a cucinare, a leggere e a pensare. 

Da gennaio abbiamo cominciato a familiarizzare con un esserino dal nome strano Covid-19.

Sembrava distante e ci siamo fatti forti perché tra noi e la Cina ci sono 7562 km. Poi tutto è precipitato, in luoghi piccoli e quasi sconosciuti dell’Italia come Vo’ e Codogno i casi si moltiplicavano e sugli occhi degli italiani è comparsa la paura, il terrore di reiterare lo scenario già vissuto dalla Cina. 

La vita ha cominciato a rallentare ma nonostante la paura, l’ansia, il contagio e la morte, poco è cambiato nel nostro modo di porgerci, quasi nulla è variato nel nostro essere egoisti. Non si rinuncia alla corsa, al pane caldo, a riabbracciare il fidanzato, a girovagare senza reali e importanti motivazioni. Eppure immagini di strazio e dolore, di stanchezza in corsia, di sfinimento nelle terapie intensive arrivano come proiettili. Siamo duri a comprendere le cose più semplici e elementari, le più ovvie e le più meravigliose. 

Basterebbe avere dinanzi l’immagine dell’uomo nella sua fragilità, nella sua imperfezione per cambiare radicalmente una filosofia di vita basata esclusivamente sull’accumulo di beni, sullo stratificarsi di emozioni che non vengono lette, né vissute. 

Scorrono le emozioni come le immagini di dolore che irrompono quotidianamente sugli schermi piatti di TV e monitor. Nessuno vuole raccattarle, metabolizzarle e digerirle. Si ricacciano in un angolo buio e si accendono luci accecanti per sconfiggere il nero del tunnel nel quale siamo imprigionati. 

Manca la corsa che lascia nella sua frenesìa mani e voci, occhi e braccia, nella nostra corsa ce ne siamo fregati e abbiamo accelerato verso la nostra vittoria. Abbiamo bisogno di affermazione, di visibilità, di sentirci al primo banco. Manca l’alcol che scorre nelle stradine piene di vuoto da colmare, le bravate in auto all’alba, il tutto ciò che io desidero e nessuno mi può imporre di non avere. 

A molti non è rimasto altro per imporre la propria impronta e allora sono pronti a scrivere e sentenziare, a criticare sulle code per la spesa, per gli orari, per le norme, per le privazioni.

Covid-19, un microcosmo che si è impossessato delle nostre vite ma che ancora non è stato capace di unire i nostri cuori, i nostri intenti verso ciò che è Bene per tutti e non per un singolo ego. 

Non sono nessuno per indicare la via ma credo fermamente che 1 l’umiltà, 2 la moderatezza, 3 i modi gentili, 4 l’altruismo, 5 la generosità, 6 l’intelletto, 7 l’Amore che racchiude il vero Bene, siano l’antidoto a ogni male. 

Qualsiasi situazione viviamo, questi 7 alleati sono gli unici a farci vincere perché l’odio, il rancore, l’egoismo, il potere, la superficialità e l’ignoranza non hanno mai condotto l’uomo verso la strada più luminosa. 

Facciamo buon uso di questo periodo in cui tutto si è fermato come sospeso in una bolla, quando finirà l’emergenza sarà nostra priorità quella di dimostrare a noi stessi di essere diventate persone migliori. Vi abbraccio forte forte Maria Sapienza.