Oltre sei secoli di carcere sono stati chiesti per i 56 imputati nel processo Cupola 2.0 che si svolge in abbreviato nell’aula bunker dell’Ucciardone. Pesanti le richieste di condanna avanzate dai pubblici ministeri di Palermo al termine della requisitoria del processo.
Davanti al gup Rosario Di Gioia si sono presentati i 56 imputati, tra boss e gregari, finiti in manette nel dicembre 2018. L’indagine azzerò il tentativo di riportare in auge la Cupola della provincia di Palermo, la Commissione il cui vertice era rimasto vacante in seguito alla more di Totò Riina. C’era anche un erede designato. Era il capo mafia del Pagliarelli Settimo Mineo per cui i pm hanno chiesto una condanna a 20 anni.
Fondamentali per le indagini dei carabinieri e per ricostruire la mappa di cosa nostra in provincia di Palermo sono state le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Filippo Bisconti, l’ex boss di Belmonte Mezzagno, e l’ex capo della cosca di Villabate, Francesco Colletti. Etrambi decisero di collaborare con i pubblici ministeri pochissimo tempo dopo il loro arresto e non solo confermarono quanto fino a quel momento era stato acquisito dai carabinieri, ma offrirono ulteriori spunti d’indagine.
La condanna più elevata – 20 anni – oltre che per Mineo, è stata chiesta per il boss di Porta Nuova, Gregorio di Giovanni, per Calogero Lo Piccolo (figlio di Salvatore, il «barone» di San Lorenzo, e fratello di Sandro), Erasmo Lo Bello, Rubens D’Agostino, Gaspare Rizzuto, Giuseppe Serio, Salvatore Sciarabba, Giovanni Salerno e Francesco Caponnetto. Diciotto anni sono stati invece invocati per il boss di corso Calatafimi, Filippo Annatelli (quello che sosteneva che forse sarebbe stato opportuno non chiedere più il pizzo a commercianti ed imprenditori perché era diventato troppo pericoloso), ma anche per Gaetano Leto, Salvatore Pispicia e Salvatore Sorrentino.
TUTTE LE RICHIESTE DI CONDANNA
Stefano Albanese (12 anni), Filippo Annatelli (18 anni), Gioacchino Badagliacca (14 anni), Filippo Salvatore Bisconti (5 anni e due mesi, grazie all’attenuante prevista per i collaboratori di giustizia), Giuseppe Bonanno (11 anni e 4 mesi), Carmelo Cacocciola (15 anni), Giovanni Cancemi (14 anni), Francesco Caponetto (20 anni), Francesco Colletti (5 anni e due mesi, grazie all’attenuante prevista per i collaboratori di giustizia), Giovanna Comito (2 anni), Giuseppe Costa (14 anni), Maurizio Crinò (13 anni e 4 mesi), Filippo Cusimano (14 anni), Rubens D’Agostino (20 anni), Gregorio Di Giovanni (20 anni), Filippo Di Pisa (13 anni e 4 mesi), Andrea Ferrante (10 anni), Salvatore Ferrante (4 anni), Calogero Lo Piccolo (20 anni), Vincenzo Ganci (12 anni), Giusto Giordano (4 anni e sei mesi), Michele Grasso (12 anni), Leandro Greco (16 anni), Marco La Rosa (10 anni), Gaetano Leto (18 anni), Erasmo Lo Bello (20 anni), Sergio Macaluso, (2 anni) Michele Madonia (13 anni e 4 mesi). Umberto Maiorana (2 anni e 8 mesi), Domenico Mammi (2 anni grazie all’attenuante riconosciuta dai collaboratori) , Giusto Francesco Mangiapane (13 anni), Matteo Maniscalco (10 anni), Antonio Giovanni Maranto (8 anni e 4 mesi), Luigi Marino (15 anni), Fabio Messicati Vitale (14 anni), Giovanni Salvatore Migliore (14 anni), Settimo Mineo (20 anni), Andrea Mirino (4 anni), Salvatore Mirino (16 anni), Massimo Mulè (14 anni), Domenico Nocilla (14 anni), Salvatore Pispicia (18 anni), Gaspare Rizzuto (20 anni), Michele Rubino (14 anni), Giovanni Salermo (20 anni), Pietro Scafidi (10 anni e 8 mesi), Salvatore Sciarabba (20 anni), Giuseppe Serio (20 anni), Giovanni Sirchia (13 anni e 4 mesi), Salvatore Sorrentino (18 anni), Giusto Sucato (11 anni),Vincenzo Sucato (16 anni e 8 mesi), Rosolino Mirabella (13 anni e 4 mesi), Salvatore Troia (14 anni), Giacomo Alaimo (7 anni) e Nicolò Orlando (10 anni e 8 mesi).