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Il cimitero di Pioppo su area a vincolo idrogeologico, paesaggistico e percorsa dal fuoco

By Redazione

February 01, 2020

L’amministrazione Arcidiacono, come già noto, in consiglio comunale, ha ritirato la proposta di delibera della variante al PRG per la realizzazione del cimitero di Pioppo. Un iter che già a marzo del 2019, con l’allora amministrazione Capizzi, si era arrestato per mancanza del numero legale.

Uno stop che in quell’occasione entrava nel vivo della competizione elettorale di maggio, con l’allora candidato e oggi sindaco Arcidiacono che si rammaricava per uno stop che generava il prolungamento dei tempi e l’assenza di una risposta, in un senso o nell’altro, alla città.

E oggi, come ieri, ancora molte perplessità sul cimitero, con l’esigenza di rivedere come ieri il tutto, con un nuovo rinvio che rimanda a tempi ancora da capire. Di certo il progetto merita degli approfondimenti, sia dal punto di vista economico e sia ambientale.

Ed è in questo senso che, in quest’articolo, sveliamo, alla città, gli aspetti progettuali e ambientali del cimitero che sino ad oggi non erano conosciuti.

Innanzitutto il progetto ricade in un’area denominata “Contrada Aglisotto”, estesa circa 60.877,40 mq, di cui circa 19.926,85 mq per la viabilità e i parcheggi e circa 8.570,55 mq per il verde esterno. Il fulcro cimiteriale si svilupperà su una superficie di 32.380 mq, circa 8.000 mq saranno destinati a parcheggio e circa 10.000 mq destinati al verde lungo la delimitazione dei 4 lati del complesso cimiteriale.

Il progetto prevede 278 edicole funerarie di diversa tipologia e la realizzazione di servizi igienici, per il personale e per il pubblico, di locali destinati ad alloggio per il custode, uffici e archivio, della sala mortuaria e della sala autoptica per un totale di circa 116 mq. E’ prevista una sala di circa 105 mq che ospiterà, al piano inferiore, l’ossario. E ancora è prevista la realizzazione di colombari lungo il perimetro del complesso su due livelli per complessivi 4.450 loculi e di 3 corpi destinati a confraternite per complessivi n. 600 loculi. Sono previsti, ancora, campi d’inumazione su una superficie complessiva di 1.350 mq.

Chiaramente si tratta un’opera capace di rispondere al problema della mancanza di loculi e salme messe a deposito anche per anni. Un’opera la cui importanza diventa strategica sotto due punti di vista: realizzare o no il nuovo cimitero sulla base dell’aspetto economico, da un lato, e di quello ambientale, dall’altro.

Nel primo caso è indubbia la difficoltà economica del bilancio comunale; nel secondo caso, come si evince dal portale del comune, l’areale ricade in zona sottoposta a vincolo idrogeologico e a vincolo paesaggistico.

Ma soprattutto, una parte considerevole, è censita come area percorsa da incendio (l’area arancione nell’immagine in copertina). Ragione per cui, ai sensi della legge vigente, per 10 anni dovrebbe essere vietata l’edificabilità.

Una decisione non facile perché da un lato l’amministrazione si trova con un progetto importante, provvisto dei pareri (nonostante sia un’area percorsa da incendi) e capace di realizzare ciò che le casse comunali oggi non consentono, e dall’altro si trova un progetto che ricade in un’areale che dal punto di vista ambientale meriterebbe qualche valutazione. Considerato anche il fatto che di PRG non si parla e quindi ci sarebbe da capire se quella è l’unica area idonea di un territorio vasto come quello di Monreale.

Il tutto per decidere rispetto a un progetto che interessa la frazione di Pioppo e al tempo stesso tutti i cittadini della città di Monreale.