Cronaca

Rientra l’allarme Coronavirus a Palermo, il turista cinese ha una normale influenza

By Redazione

January 31, 2020

Si sgonfia l’allarme Coronavirus a Palermo. Il turista cinese che questa mattina era stato trasportato di fretta e furia al Cervello di Palermo avrebbe si un virus ma quello del comune raffreddore, una banale influenza di tipo B. A confermare la notizia sono state alcune fonti vicine all’assessorato regionale alla Salute.

Il campione del sangue prelevato al turista cinese è stato subito analizzato dal laboratorio dell’ospedale Cervello. Si è in attesa ora dei risultati definitivi del laboratorio analisi del Policlinico. Anche se, come si legge su La Repubblica, la  diagnosi è già molto attendibile.

Il turista cinese è intanto in isolamento al cervello. Si tratta di un uomo di 30 anni circa proveniente da Shangai. E’ in vacanza in Italia da 4 giorni e aveva già fatto visita a Roma. Questa mattina si era sentito male denunciando i sintomi tipici dell’influenza come febbre e tosse. I titolari dell’hotel dove risiedeva hanno così chiamato il 112 ed è iniziato il protocollo d’emergenza. Ulteriori analisi saranno eseguite per confermare che non si tratta del Coronavirus.

«In queste ore è necessario evitare inutili e pericolosi allarmismi. Abbiamo applicato la procedura stabilita dal ministero della Salute che prevede un primo esame che in poche ore ci consentirà di avere un quadro più chiaro» Lo dice l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, commentando le notizie di stampa su quanto accaduto a Palermo, dove è stato ricoverato un turista. «Ricordo ancora una volta – aggiunge Razza – che per ogni evenienza è attivo il numero verde 1500 del ministero della Salute. Inoltre i medici di famiglia, così come il numero unico per le emergenze 112, sono informati per la gestione di ogni situazione».

L’assessore alla Salute, rimandando proprio alle disposizioni ministeriali applicate anche in Sicilia, sottolinea che «non bisogna andare direttamente al Pronto soccorso, ma rivolgersi ai medici di famiglia o ai numeri dedicati». Razza ha voluto ancora una volta rivolgere un appello agli operatori dell’informazione affinché «agiscano con rigore e scrupolo nella gestione delle notizie collegate alla vicenda Coronavirus, poiché si può sempre controllare un caso, ma il panico no».