Cronaca

Delocalizzazione call center, in Almaviva 1300 famiglie a rischio perdita lavoro

By Redazione

June 10, 2019

PALERMO – È di nuovo allarme crisi Almaviva Contact, il call center palermitano che gestisce diverse commesse, tra le più grosse Alitalia e TIM. A rischio 1300 famiglie, diversi sono i monrealesi che lavorano in via Cordova. La vertenza Almaviva tra crisi di mercato, proteste e licenziamenti va ormai avanti da anni. I sindacati chiedono un incontro al Ministero dello sviluppo economico. I lavoratori intanto chiedono una risoluzione definitiva.

“Ora più che mai – scrivono in una nota congiunta i sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Tlc – occorre un intervento istituzionale a tutti i livelli. Le attese nei confronti di questo governo, che punta l’attenzione sulla tutela del reddito e sulla tutela del lavoro del Paese, devono trovare la loro concretizzazione nell’immediato, proprio nel sud Italia”.

Il 30 giugno scadono gli ammortizzatori sociali nella sede di Palermo. TIM, Wind e Tre hanno annunciato tagli dei volumi del 70% dei volumi di traffico, questo significa l’avvio di una nuova procedura per l’applicazione di ammortizzatori sociali fino al 60% e la richiesta del fondo integrazione salariale. Questo comporterebbe un esubero di 1300-1500 lavoratori.

Intanto, venerdì in Sala delle Lapidi è stato approvato un ordine del giorno sul caso Almaviva Contact. Sollecitare il governo nazionale perché definisca regole “utili” a difendere i livelli occupazionali dei call center di tutta Italia, e quindi anche di Palermo, impegnando grandi aziende come Tim, Vodafone, Wind, Enel o Sky a riconvertire i lavoratori e a delocalizzare il meno possibile. Questo quanto richiesto dal consigliere comunale di Sicilia Futura, Giovanni Inzerillo. Un documento che chiede al sindaco e al presidente del consiglio comunale di sollecitare il Governo Musumeci a mettere a disposizione soldi e strumenti per la formazione professionale da cui il settore in Sicilia è rimasto tagliato fuori.