Cronaca

Il Miur revoca la sanzione contro la professoressa Dell’Aria. Il legale: “In caso contrario ci saremmo rivolti al tribunale del lavoro”

By Piergiorgio Immesi

May 31, 2019

Palermo, 31 maggio 2019 – Dopo la dichiarazione di Salvini riguardo l’annullamento della sanzione disciplinare contro Rosa Maria Dell’Aria, punita per non aver vigilato sull’operato di alcuni studenti che associavano le leggi razziali al decreto sicurezza, arriva anche la conferma del ministero dell’Istruzione: verrà revocata.

I legali dell’insegnante e i funzionari del Miur hanno raggiunto un accordo proprio ieri, ma Alessandro Luna, figlio della professoressa Dell’Aria e legale della stessa, è ancora cauto: “Nei prossimi giorni ci incontreremo ancora per definire formalmente il documento con cui sarà revocato il provvedimento. Solo allora potrò dire che il caso è davvero chiuso”.

“Non voglio un atto di clemenza, se è stato riconosciuto ai più alti livelli che sono esente da colpe la mia unica richiesta è che ufficialmente sia dichiarato che la sanzione inflittami è ingiusta” aveva dichiarato la professoressa Dell’Aria lo scorso 23 maggio.

Lunedì scorso, al rientro in classe, gli alunni hanno accolto la docente con 15 rose rosse, una per ogni giorno di assenza. La professoressa e i suoi alunni sono oggi a Roma per incontrare a le senatrici Liliana Segre ed Elena Cattaneo, da cui sono stati invitati in segno di solidarietà e per riflettere insieme ai ragazzi sul valore della memoria per evitare che le brutalità avvenute molti decenni fa possano ripetersi.

L’intervento del ministero rispetto alla revoca della sanzione è stato provvidenziale, visto che si era arrivati a una situazione di stallo: per evitare di ricorrere al tribunale del lavoro, l’unica soluzione sarebbe stata la revoca del provvedimento da parte del capo dell’Ufficio scolastico provinciale, Marco Anello, che lo aveva firmato. Anello si è sempre rifiutato di commentare, rendendosi irreperibile. E anche con il suo diretto superiore, il provveditore regionale, non è al momento possibile interloquire poiché deve ancora essere nominato dopo il pensionamento del precedente. “Rivolgerci al tribunale del lavoro era la procedura più lunga – dice Alessandro Luna -, ma non avevamo alternative se il ministero non fosse intervenuto”.