Monreale, 29 maggio 2019 – Letizia Sardisco è stata eletta vicepresidente del nuovo consiglio comunale, con 13 voti su 24.
Anni 39, laurea in giurisprudenza, specializzazione in professioni legali indirizzo giudiziario forense. Avvocato civile e fallimentare, curatore fallimentare presso tribunale di Termini Imerese e a Palermo. Con un master in amministrazione dei beni confiscati alla mafia. Ecco chi è Letizia Sardisco, vice presidente del consiglio comunale di Monreale. La nomina è avvenuta oggi pomeriggio, in aula Biagio Giordano, durante la cerimonia di giuramento dei 24 consiglieri comunali e del sindaco di Monreale, Alberto Arcidiacono.
Candidata tra le file del Mosaico, alle appena trascorse elezioni amministrative, Sardisco si è distinta nel neo movimento con 335 preferenze.
Alle spalle nessuna esperienza politica, Sardisco si affaccia per la prima volta al panorama politico monrealese. Lei come qualche altro consigliere, neo eletto, sono tra i debuttanti presenti in aula.
Ma cosa l’ha spinta a candidarsi come consigliere comunale? “Negli ultimi anni ho sentito l’esigenza di dare un contributo, agendo nel nome e nell’interesse di quelli come me, che non si sono mai impegnati in politica ma che rappresentano quella parte buona della cittadinanza che rispetta le regole, che fa la differenziata, che paga le tasse”. Risponde Letizia Sardisco. “Tuttavia, ho chiesto io – sottolinea – se potevo dare un contributo, e non perché avessi aspirazioni politiche, ma perché vivo, lavoro a Monreale, ed i miei figli stanno crescendo in questa città. Non ci sono altre ragioni”.
“Mi sono proposta alla comunità per libera scelta – continua – nessuno mi è mai venuto a cercare. L’ho fatto perché ho trovato un Movimento che mi è piaciuto, mi ha interessato e mi ha innamorato. Non c’era una situazione politica dalla quale mi sentivo rappresentata e non avevo mai preso in considerazione l’ipotesi di una candidatura – dichiara – poi ho cominciato a guardare l’evoluzione del Mosaico, le intenzioni, la partecipazione, l’interesse verso il paese. C’era gente di tutte le posizioni politiche con l’interesse comune di ricostruire Monreale e una comunità, persone che si organizzavano non per riempire una lista ma per creare qualcosa. Alcune volte le cose sono più semplici di quello che sembrano”, conclude il neo vicepresidente del consiglio.
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