Monreale, 25 settembre 2018 – È passato con i sei voti favorevoli della maggioranza l’“Attivazione delle entrate proprie a seguito della dichiarazione di dissesto finanziario”. Si sono invece astenuti cinque dei consiglieri d’opposizione rimasti in aula. Successivamente si è chiuso per assenza di numero legale il terzo rinvio del consiglio comunale di ieri, con degli scranni semivuoti che aspettavano di essere riempiti da una maggioranza perlopiù assente. Ancora una volta si assiste ad una maggioranza che non ha i numeri per andare avanti con i lavori. Ieri in aula presenti soltanto i sei consiglieri Cucchiara, Di Verde, Gelsomino, Li Causi, Terzo e Vittorino. Tra le fila dell’opposizione invece si contavano dieci consiglieri Guzzo, M. Intravaia, Intravaia, La Corte, G. Lo Coco, Venturella, Quadrante, Russo, Giannetto e Vaglica.
La discussione si è aperta con il terzo punto all’ordine del giorno “Attivazione delle entrate proprie a seguito della dichiarazione di dissesto finanziario”, ma al momento del voto il Pd, dopo la dichiarazione del capogruppo, non ha voluto fare da stampella a una maggioranza che non c’è e i tre consiglieri Giannetto, Russo e Quadrante hanno abbandonato l’aula. Per il capogruppo dem si accende un caso politico. “L’atto è passato grazie all’opposizione che ha mantenuto il numero legale – dice Russo – diversamente la delibera non passava e ancora una volta sarebbe caduto il numero legale”. “Un atto fortemente voluto dall’amministrazione che era stato presentato e bocciato il 5 giugno scorso e oggi è stato riproposto”, spiega il consigliere Manuela Quadrante. “Siamo usciti perché fortemente contrari a questa delibera – afferma Russo – che prevede il mantenimento delle aliquote, dell’Imu e di tutte le tariffe al massimo previsto per i comuni in dissesto finanziario. Ad oggi da parte dell’amministrazione non c’è mai stata una dichiarazione in merito ai motivi per cui è avvenuto questo dissesto, lo sappiamo soltanto perché ci sono delle sentenze da parte della Corte dei Conti che spiegano le ragioni a differenza dell’amministrazione che non ha mai provveduto a prendere atto e prendere provvedimenti necessari nei confronti di coloro che hanno determinato il dissesto finanziario” – conclude Russo.