Venezia, 28 aprile 2018 – Il Palermo mette in mostra tutti i suoi limiti psicologici e fisici al cospetto di un Venezia molto volitivo e ben messo in campo da Pippo Inzaghi. Il tecnico del Venezia ha dimostrato di essere, oltre un grande attaccante, anche un buon allenatore che ha saputo plasmare una squadra presa in serie C per portarla in B lottando anche per la promozione in serie A . Onore al Venezia.
Il Palermo ha l’alibi delle assenze importanti come Coronado e Bellusci. Senza Coronado nessuno ha il piglio di spaccare la partita o della giocata di fantasia che metta in difficoltà le difese avversarie. Bellusci è una certezza di esperienza in difesa, Accardi che lo sostituiva ha messo in evidenza tutta la sua inesperienza. Ma tutta la squadra è sembrata al di sotto della sufficienza.
L’approccio alla gara è stata molle e senza spina dorsale, mentre il Venezia è stato bravo a sfruttare tutte le lacune del Palermo. Due tiri in porta e nella prima mezz’ora i lagunari erano sul 2 a zero. All’11° minuto Suciu su assist di Falzerano fa partire un siluro da 30 metri che Pomini non riesce a intercettare. Al 16° minuto un altro gol fotocopia questa volta messo a segno da Stulac, su assist di Marsura. Si chiude il primo tempo con il vantaggio dei lagunari.
Il secondo tempo riparte ma la musica non cambia ed è sempre il Venezia ad avere l’autorità in campo. Il Palermo balbetta e non riesce a essere produttivo, il Venezia è sempre sulla palla. Tedino al 49° minuto sostituisce un incerto Accardi per Moreo, un difensore per un attaccante, poi è la volta di un opaco Gnahore sostituto da Murawski e alla fine esce anche Jajalo per infortunio, sostituito dal palermitano Fiordilino.
Non sappiamo cosa sia successo a questi ragazzi ma la sensazione è che ci siano problemi oltre che fisici anche psicologici. La serie A diventa sempre più complicata da raggiungere perché le altre squadre corrono più del Palermo e andare ai play off diventa sempre più una certezza.
I play off sono un mini torneo che sfugge a tutti i pronostici perché vince chi ha più fame e più determinazione, e nel Palermo non vediamo questi ingredienti. La società sta valutando la situazione di Tedino, se sollevarlo dall’incarico, ma a quattro giornate dalla fine diventa tutto più complicato.
Lunedì 30 aprile si torna in campo al Barbera alle 20,30 contro un Bari che, reduce da una vittoria contro il Virtus Entella, sarà molto motivato.