Monreale, 14 febbraio 2018 «La scelta di nominare e non di sorteggiare gli scrutatori, è un’occasione persa, che non può non far riflettere i cittadini». È il commento di Massimiliano Lo Biondo, esponente del movimento #Oltre, che in una nota commenta la scelta della commissione elettorale monrealese di nominare, piuttosto che sorteggiare, gli scrutatori che saranno impegnati durante le prossime elezioni politiche. La commissione è composta dal sindaco Piero Capizzi e dai consiglieri comunali Manuele Quadrante (PD), Filippo Giurintano (Alternativa Civica) e Mimmo Vittorino (Cantiere popolare). Nonostante la legge consenta di scegliere gli scrutatori per nomina diretta, in tanti comuni, come Altofonte e Palermo, la politica ha scelto il sorteggio. «E’ la dimostrazione oggettiva che la legge non ti obbliga a fare il sorteggio – sottolinea Lo Biondo -. La nomina diretta è stata una scelta politica (con la p minuscola) cosciente».
Quello che fa riflettere, secondo l’esponente di #Oltre, è il fatto che «tra i nominati si leggono cognomi noti, verosimilmente riconducibili a esponenti politico-istituzionali» «È ancora più impattante il silenzio di queste ore di chi di recente ha rotto con l’amministrazione: ieri, dopo anni di liti, il divorzio per la vice-sindacatura e gli assessori da nominare; oggi d’amore e d’accordo sul metodo e le nomine dirette per gli scrutatori», continua Lo Biondo con un chiaro riferimento al Partito Democratico monrealese. «Spesso – continua – è più importante, purtroppo, coltivare il proprio piccolo orticello (25 nomi da indicare) piuttosto che esercitare una politica lungimirante (la città e un metodo di governo di ampio respiro). Una pubblica levata di scudi, invece, sarebbe stata elemento di distinguo, sia sul metodo della nomina diretta anziché il sorteggio, sia sull’opportunità di fare figurare cognomi avvicinabili ad amici politici e/o parenti».
Lo Biondo nella sua nota sottolinea che non vi è stata alcuna violazione di legge ma, «certamente – afferma – esiste una questione di opportunità politica: di fronte alle difficoltà quotidiane delle numerose famiglie, non sarebbe stato più lungimirante non partecipare alle nomine e al tempo stesso rivendicare il sorteggio? E’ davvero inopportuna questa scelta delle nomine se si pensa al dissesto e al ricorso bocciato, nonostante i consulenti pagati dai cittadini, ai bilanci 2015 e 2016 contestati pesantemente dalla corte dei conti, alla restituzione, alla regione, di circa 23 mila euro, alla % irrisoria di raccolta differenziata, alla perdita di un finanziamento di 363 mila euro per la scuola di Grisì, al commissariamento sul PRG, al conguaglio delle bollette TARI del 2015 e 2016, etc, etc. E’ per questi (non) risultati (non) strepitosi regalati ai cittadini che si sono auto-premiati con le nomine fatte? E così oggi abbiamo scoperto che la cutra ha valore curativo: fa deporre le armi anche tra chi è litigato. Sempre sino alla prossima cutra…».