Cronaca

Bindi: “Riina è assistito meglio di prima, non esiste il diritto alla morte fuori cella”

«Riina è stato e rimane il capo di Cosa Nostra, ma perché tale rimane per le regole mafiose». Ha continuato a partecipare alle numerose udienze che lo riguardano «dimostrando di conservare lucidità fisica e in qualche modo anche fisica»

By Redazione

June 13, 2017

«Riina è stato e rimane il capo di Cosa Nostra, ma perché tale rimane per le regole mafiose». Ha continuato a partecipare alle numerose udienze che lo riguardano «dimostrando di conservare lucidità fisica e in qualche modo anche fisica». Così la presidente della Commissione parlamentare Antimafia Rosy Bindi aprendo la seduta odierna della Commissione, sull’esito del sopralluogo svolto ieri presso l’Ospedale Maggiore di Parma, dove è ricoverato in regime di 41 bis, Totò Riina.  

Viste le condizioni fisiche di Riina, sì imprevedibili ma al momento stabili, si potrebbe – secondo la Bindi – anche ipotizzare in futuro un rientro in carcere, dove comunque le condizioni sarebbero adeguate, identiche se non superiori a quelle di cui potrebbe godere in un regime di domiciliari. «Questo gli consente lo svolgimento di una vita dignitosa, e di una morte, quando essa avverrà, altrettanto dignitosa. A meno che non si voglia affermare un diritto a morire fuori dal carcere, che non è supportato da nessuna norma». Nella relazione sottolinea che «conserva immutata la sua pericolosità concreta e attuale, è perfettamente in grado di intendere e volere, non ha mai esternato segni di ravvedimento».  

 

La visita si è svolta a sorpresa: «Mi sono recata ieri, senza avvertire le strutture interessate e ho chiesto ai vicepresidenti della Commissione Fava e Gaetti di accompagnarmi in questo sopralluogo. Si è potuto constatare che il detenuto, con il quale si è preferito non interloquire, è sedia in rotelle in buon ordine con sguardo vigile: Riina si alimenta autonomamente è sotto osservazione medica e costantemente assistito da equipe infermieri». 

 

«Si è accertato che sebbene Riina abbia da sempre goduto della massima attenzione medica assistenziale, e che anzi la struttura carceraria ha cercato di adeguarsi progressivamente alle esigenze del recluso, l’attuale situazione è certamente mutata in meglio rispetto allo stato dei fatti apprezzato dalla Suprema Corte e risalente al maggio 2016».