Monreale, 9 novembre – Dopo due anni di indagini preliminari Domenico Miceli, militare dell’Esercito in servizio a Trapani è stato assolto dal Giudice per Le Indagini preliminari Stefania Galli. Anche su richiesta del Pubblico Ministero e degli Avvocati Francesca Fucaloro e Salvino Caputo ha assolto Miceli perché il fatto non sussiste.
Il 4 ottobre 2014 nel corso di un posto di blocco i Carabinieri della Stazione di Bisacquino, procedevano alla perquisizione dell’autovettura e rinvenivano tre caricatori da trenta colpi per fucile, privi di munizioni, ritenendoli componenti di arma da guerra. Il Miceli, in quanto militare impegnati in missioni all’estero veniva denunziato a piede libero per il reato di introduzione in territorio italiano di armi da guerra e per avere detenuto materiale bellico delle Forze Armate senza che lo stesse fosse stato declassificato. Oltre alla Procura di Termini Imerese , anche il Tribunale Militare di Napoli convalidava il sequestro e sottoponeva ad indagini il Miceli. Nel frattempo il militare veniva sospeso dal servizio da parte del Ministero della Difesa.
Il Tar del Lazio su richiesta degli Avvocati Caputo e Fucaloro reintegrava provvisoriamente il Miceli in attesa della decisione del Tribunale di Termini Imerese. Intanto venivano svolte ben tre perizie per stabilire la provenienza delle armi e per stabilire se trattasi di armi da guerra o utilizzabili in campo civile o sportivo. La difesa del Miceli mediante investigazioni difensive dimostrava che questi caricatori sono acquistabili attraverso siti specializzati o venduti liberamente nelle fiere militari. Oggi il Giudice ha assolto Miceli perché il fatto non sussiste, disponendo la restituzione dei caricatori obbligando il Miceli a adeguarli alle nuove normative in tema di armi.