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Il giardino delle Delizie visto dagli angeli VIDEO

By Redazione

October 23, 2016

Monreale, 23 ottobre –  Con l’occhio del drone, magistralmente pilotato da Andrea Schimmenti, ci siamo portati sulla Villa Comunale di Monreale e su ciò che la circonda, per poterne osservare la bellezza e anche quello che bello non è.

Sono trascorsi più di cinque anni da quel lontano marzo del 2011, quando un forte boato segnalava il crollo di una porzione del muro che ricade sul giardino sottostante di pertinenza della Curia Arcivescovile. Da quel giorno a oggi quello che hanno saputo fare i sindaci, che si sono susseguiti in tutti questi mesi, è stato solo recintare la zona crollata inibendo, per motivi di sicurezza, buona parte della balconata che si affaccia sulla conca d’oro. I proclami sono stati innumerevoli, e altrettanti i buoni propositi, ma come è davanti gli occhi di tutti, ancora a tutt’oggi nulla è stato fatto ma, come spesso accade, abbiamo solo parole al vento. Parole, che il Sindaco Piero Capizzi, precisamente il 17 novembre del 2015, invitato nuovamente dopo venti giorni, telefonicamente a rispondere alle domande poste dai redattori della trasmissione radiofonica “Ditelo a RGS” facevano presagire un certo interesse: “Dopo vari sopralluoghi dei nostri tecnici il progetto nella sua fase preliminare è pronto m servono circa 30mila euro che il Comune non ha” – riguardo hai tempi ha altresì dichiarato: “Entro gennaio 2016 potrò dare una risposta più precisa”. Una risposta mai arrivata, ma più sentito parlare d’interventi e neanche di buoni propositi. L’unica cosa che si è vista, grazie a l’interessamento di Mario Micalizzi, consulente del comune, e dell’allora assessore Ignazio Zuccaro, sono stati piccoli interventi di potatura, la piantumazione di circa 500 piante di pitosforo che la forestale ha regalato al comune, la piantumazione di qualche pianta e la collocazione di qualche cestino. Tutto il resto è rimasto come prima.

La fontana non funzionante, ricettacolo d’immondizia e di acqua putrida e stagnante che fa da parco giochi alle zanzare, una struttura prefabbricata e vandalizzata addossata alle mura del dormitorio dei Benedettini, le panchine mal ridotte, i gradini cementati tempo fa per agevolare le maestranze che svolsero i lavori di restauro del dormitorio, mai riportati al loro stato originale, il portoncino della bellissima torre, usata come deposito attrezzi, rovinata da graffiti e scritte varie e per finire la sparizione della stele posta in onore del nostro illustre cittadino, Antonio Leto. Stele di cui non si sa più nulla anche dopo la denuncia formale fatta alla polizia municipale da parte dei consiglieri di Cambiamo Monreale.

Ieri mattina, su invito del sindaco Capizzi, il professore Francesco Maria Raiomondo, ex Direttore dell’Orto botanico di Palermo e ordinario di Botanica presso la Scuola si Scienze di Base ed Applicate dell’Università degli Studi di Palermo e dal 2014 al 2016 Assessore al verde Pubblico del Comune di Palermo, insieme allo stesso sindaco e al suo vice Giuseppe Cangemi, neo assessore al verde pubblico, si è recato in villa per dare un suo parere sullo stato attuale del Belvedere. Il suo apporto, vista la grande professionalità e la sua decennale competenza non può che essere di buon auspicio e da stimolo per far si che questo nostro piccolo polmone verde possa finalmente riacquistare parte degli antichi fasti ormai persi negli anni. Il professore, professionista e studioso conosciuto in ambito Nazionale e internazionale, ha espresso le sue perplessità ed ha anche dispensato consigli e pareri, che presto saranno riportati in una accurata relazione tecnica. Nel corso della visita dell’esperto Capizzi ha inoltre assicurato che presto saranno eseguiti alcuni rilievi  che consentiranno di capire se nell’attesa del ripristino del muro crollato, sia possibile diminuire quantomeno la zona delimitata dalle reti di protezione. Questo intervento amplierebbe la porzione di quel tratto a tutt’oggi ridottissimo dando la possibilità, ai turisti e non, di poter godere di buona parte della “balconata” che si affaccia sulla Conca D’oro, in questo momento ridottissima.