Lea Savona - ex sindaco di Corleone

Corleone

Anche la gestione dei rifiuti in emergenza dietro lo scioglimento del comune di Corleone

By Redazione

August 11, 2016

Corleone, 11 agosto – Secondo gli inquirenti era stato Giovanni, il fratello di Lea Savona, primo cittadino di Corleone, l’organizzatore di un incontro tra impresari legati ai clan del Corleonese e la stessa sindaca. L’incontro, seguito in diretta dai carabinieri di Monreale all’interno di un impianto comunale di contrada Noce, avvenne il 3 settembre.

“Avrò peccato di leggerezza, di inesperienza non posso essere considerata vicina ad ambienti mafiosi”, fu la difesa dei Lea Savona che evidentemente non convinse il Consiglio dei Ministri che ritenne il comune a rischio infiltrazioni mafiose e che nella giornata di ieri, come già detto in quest’articolo, ha proceduto allo scioglimento su proposta del ministro Alfano.

Dietro allo scioglimento del comune di Corleone per possibili infiltrazioni da parte di Cosa Nostra c’è un dossier studiato dal Viminale, risultato di ispezioni scattate dopo le indagini dei Carabinieri ed i controlli della Digos. Il Procuratore Lo Voi aveva dato l’autorizzazione ad un blitz all’interno del Comune durante il quale furono sequestrati alcuni documenti che provavano in modo chiaro i contatti tra il fratello del sindaco e i boss.

Al centro dell’inchiesta però non ci sarebbero soltanto le “cattive” frequentazioni del fratello del sindaco. Ciò che ha fatto storcere il naso agli inquirenti è stato un eccessivo ed arbitrario utilizzo delle procedure d’urgenza per l’assegnazione del servizio di raccolta e trasporto degli RSU, servizio assegnato sempre ad una ditta che il Prefetto ha proceduto a sospendere con un’interdittiva antimafia.

Il sindaco di Corleone però vuole difendersi ed ha dichiarato ai microfoni di Adnkronos: “Le persone oneste sono scomode. C’è stato un accanimento politico molto potente contro di me”.