Cronaca

La Buona Scuola. I docenti siciliani in esodo verso il Nord

By Redazione

August 05, 2016

Palermo – Aumenta in questi giorni la rabbia dei docenti siciliani che chiedono di essere lasciati nella propria terra, cercando di far valere il diritto all’impiego nel proprio territorio di appartenenza; messo in discussione dalla mobilità 2016/17 che coinvolge gli insegnanti dell’infanzia-primaria.

Il primo settembre 7.000 famiglie verranno smembrate, i docenti dell’Isola dovranno trasferirsi al Nord in seguito al piano straordinario di assunzione, previsto dalla Buona Scuola di Renzi e alla mobilità straordinaria i cui esiti, riguardanti sino ad ora i docenti di scuola dell’infanzia e primaria, stanno smentendo le parole del Premier e di alcuni esponenti del PD nazionale. Pertanto quasi tutti i precari siciliani assunti lo scorso anno dalla Buona Scuola dovranno fare le valigie e trasferirsi al Nord, vanno da  mille a duemila le maestre e i maestri che nel 2015/2016 sono riusciti a spostare in avanti l’assunzione al Nord, ma che questa volta non possono più farne a meno. L’esito per la Sicilia dei trasferimenti della scuola primaria è stato pubblicato il 29 luglio, con tre giorni di ritardo rispetto alla data del 26 luglio, dal Miur.

Una manovra che oltre a non essere accettata dagli insegnanti, perché ritenuta ingiusta, comporterebbe l’impiego di mezzi economici per poter sostenere il cambiamento. I docenti ribadiscono con forza che esistono le strategie per rimanere a casa: contratti a tempo pieno, il potenziamento, si potrebbero abolire le cosiddette classi pollaio, con troppi alunni. Gli insegnanti chiedono un incontro con il Prefetto poiché, sostengono: “I politici si sono limitati a dire che non ci sono posti in Sicilia, senza utilizzare i mezzi risolutivi che hanno a disposizione, lasciando che 7.000 famiglie portino il loro reddito altrove. Per questo chiediamo che vengano ascoltate le nostre proposte e che si intervenga immediatamente”.