Monreale, 26 giugno – Giornata straordinaria quella di ieri, trascorsa dai giovani studenti svizzeri, ospiti dell’associazione Il Quartiere, coinvolti in un giro nell’entroterra siciliano per visitare alcuni luoghi, che testimoniano le estenuanti lotte condotte nella nostra terra per affermare una maggiore giustizia sociale.
La prima tappa è stata Portella della Ginestra, dove, anche grazie all’incontro con Serafino, un uomo di 84 anni di Piana degli Albanesi, hanno conosciuto le lotte dei contadini per la conquista della terra, le tante vittorie sul percorso dell’affermazione dei diritti e della dignità, gli episodi di repressione, ad opera di coloro che avvertivano queste lotte come una minaccia reale al proprio incondizionato potere. Serafino si trovava a Portella il 1 maggio 1947, giovane quindicenne e spettatore, allora, di quella strage che volle dare un segnale forte a chi chiedeva soltanto di sopravvivere. A seguire una visita alle terre confiscate alla mafia ed affidate alla Coop. “Lavoro, non solo”, che gestisce queste terre, favorisce l’occupazione dei locali ed inoltre, attraverso il lavoro, cerca di riabilitare persone con disagio psichico.
Infine, dopo un pranzo condiviso presso il ristorante gestito dalla stessa cooperativa a Corleone, il gruppo di giovani, accompagnati da alcuni volontari /amici dell’Associazione monrealese, hanno conosciuto e visitato il Centro Internazionale del Movimento Antimafia (C.i.d.m.a.) apprendendo che a Corleone, come nel resto della Sicilia, da sempre la mafia e lo Stato si fronteggiano e cercano di affermare la propria presenza: in mezzo la povera gente, trovatasi talvolta a scegliere la parte sbagliata per bisogno, o i cosiddetti “servitori dello Stato”, uomini attenti e dediti, che lo Stato non ha saputo proteggere. Gli è stato raccontato di azioni criminali, portate avanti dai mafiosi contro i loro stessi amici e familiari, ma anche della fierezza di chi ha cercato di opporsi alle prevaricazioni o di chi, semplicemente per fare il proprio dovere, ha lottato per la verità e consegnarcela. Carlo Alberto Dalla Chiesa, Placido Rizzotto, Libero Grassi, Rita Atria, i giudici Falcone e Borsellino hanno rivissuto nel racconto commovente di una lunga pagina di storia siciliana.
Ad accompagnare il gruppo nella visita, il giovane Emiliano Somellini, che insieme ad altri giovani corleonesi crede nell’importanza del Centro di documentazione, collabora per tenerlo aperto appassionando i visitatori con la sua conoscenza del territorio. Il C.i.d.m.a. riceve molte visite da studenti del Nord Italia e provenienti dall’estero, ma peccato che sia poco frequentato dai siciliani, perchè è un luogo dove l’antimafia è vita vissuta.