“È la stampa bellezza e tu non ci puoi fare niente”. In queste ore sono andato a rivedermi il film “L’ultima minaccia” di Richard Brooks e l’indimenticabile battuta di Humphrey Bogart che non cede di fronte a chi tenta di fermare la rotativa.
“Filo diretto” in queste ore in cui Monreale è finita sulle pagine di tutti i quotidiani e TV nazionali per l’incendio dei giorni scorsi, ha deciso di non censurare il punto di vista del primo cittadino Piero Capizzi ma non intende mettersi alcun bavaglio alla bocca. Ci sono due punti da chiarire ai lettori, ai cittadini e allo stesso sindaco.
Il primo: il giornalismo, come insegnano negli Stati Uniti, è il cane da guardia della democrazia. Il nostro giornale non intende essere il cane da salotto della politica locale e nemmeno quello da compagnia del primo cittadino. “Filo diretto” ha scelto fin dalla sua prima uscita di non essere l’ufficio stampa di nessuna amministrazione ma di dare voce a tutti e soprattutto a chi non ce l’ha. Abbiamo scelto di dare voce a chi nelle ultime ore, sommerso dal fumo del rogo, ha solo potuto urlare per strada, arrabbiarsi, indignarsi. Nei confronti di questi cittadini, credo che sia noi sia il rappresentante di una comunità abbia un solo interesse: dare tutte le informazioni possibili perché emerga la verità.
L’articolo a firma Massimo Gullo, non aveva alcun fine se non quello di chiedere al sindaco o ad altri rappresentanti politici o istituzionali di assumersi delle responsabilità. In questo Paese troppe volte la politica forte del suo potere ha preferito mettere la testa sotto la sabbia piuttosto che prendersi l’impegno di metterci la faccia, di scusarsi con i cittadini, di informarli con atti precisi e inoppugnabili e non parole di circostanza dettate dalla grammatica del politichese. “Filo diretto” non intende sostituirsi alla politica, ai tribunali ma non ha alcuna intenzione di retrocedere di fronte ad un imperativo che ha il giornalismo: dare ai cittadini risposte. E se serve essere “scomodi” al potere lo continueremo ad essere perché come diceva Bogart: “È la stampa bellezza e tu non ci puoi fare niente”. Il secondo punto: le funzioni del sindaco quale ufficiale del Governo sono disciplinate dall’art. 54 del Decreto Legislativo n267/2000. Secondo tale articolo il sindaco, nel rispetto degli atti di indirizzo emanati dal Ministro dell’interno, sovraintende alla vigilanza su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l’ordine pubblico, informandone preventivamente il prefetto.
Il sindaco è autorità sanitaria locale. In questa veste, ai sensi dell’art. 32 della legge n. 833/1978 e dell’art. 117 del D. Lgs. n. 112/1998, può anche emanare ordinanze contingibili ed urgenti con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica. Se come afferma il primo cittadino gran parte dell’area interessata all’incendio fosse di proprietà del Demanio Regionale, resterebbe tuttavia dovere del sindaco in quanto autorità sanitaria locale e responsabile della sicurezza, adottare provvedimenti per denunciare chi non permette di assicurare la sicurezza sul proprio territorio o per garantire la stessa.
In questa vicenda restano infatti alcuni interrogativi che poniamo al primo cittadino e che da giornalisti saremo lieti di pubblicare quando vorrà presentarci documenti non parole: ammesso che esista un documento (magari a seguito dell’atto del 1998) che attesti la proprietà del Demanio Regionale e magari anche la custodia a carico loro, vi è un atto di denuncia da parte dell’amministrazione nei confronti di questa istituzione per il mancato rispetto degli obblighi di Legge? Ci sono atti che dimostrano che l’amministrazione è intervenuta sui proprietari dell’area a far tempo dell’incendio? Vi sono a protocollo verbali che dimostrano controlli sull’area? Come si è potuta verificare la presenza di una vasta discarica abusiva di rifiuti speciali in un luogo che si trova a meno di 200 metri dalla Caserma dei Carabinieri e a poco più di 500 metri dal Palazzo municipale? Chi non ha provveduto alla bonifica del sito richiesta dal Gip nel 2013? Perché non si è disposta tale bonifica? Vi sono nei cassetti di Palazzo documenti che provino l’impossibilità a bonificare l’area? Il sindaco di Monreale ha ragione. Ad ognuno il suo ruolo: a noi giornalisti il compito di fare domande (anche scomode), di fare da guardia alla democrazia; al sindaco solo quello di dare risposte, chiare, precise…se ci sono.