Riceviamo e pubblichiamo
Gentile Direttore, quanto da lei esternato oggi in merito ad una poltrona per due, mi consente finalmente di poter rendere pubblica una mia riflessione su quelle che dovrebbero essere le qualità autentiche di un uomo politico.
Oggi, e non prima, posso condividere questo mio sentire, certamente noto a chi mi conosce da vicino, poiché in altro tempo queste mie parole avrebbero potuto essere interpretate in maniera diversa. L’uomo politico è colui che si spende per la propria comunità, con lealtà, altruismo, generosità, correttezza ed eleganza. Spesso, tuttavia, accade che un’altra categoria umana, l’uomo istrionico, riesca a fingersi uomo politico e che riesca a farlo con ampio successo sia con i propri concittadini, che con i propri colleghi. Quando ciò accade il disappunto e lo sconforto invadono i cuori dei primi, e l’amarezza quello dei secondi.
Così è stato per me, che oggi vivo entrambe le sensazioni: deluso, sconfortato e amareggiato dal comportamento anti-politico tenuto dai membri di un consiglio che ha preferito vivere nella sua imperfezione piuttosto che rischiare il confronto con “l’avversario elettorale”.
Oggi, che non posso più essere accusato di ineleganza, auspico che il Presidente del consiglio abbandoni la linea di indifferenza volutamente tenuta in questi mesi per attivarsi e compiere il suo dovere procedendo in direzione della sfiducia, con la speranza che questa volta proceda seguendo la prassi ufficiale e non con modalità innovative (chiedere delle giustificazioni a mezzo lettera sul comportamento tenuto dal consigliere assenteista non rientra nel modus operandi di un Presidente e comunque rispetto a questa dichiarazione si procederà a realizzare una verifica attraverso la presentazione di una formale richiesta di accesso agli atti)…. dopotutto un Arcidiacono in consiglio potrebbe soltanto comportare il positivo rischio di dover affrontare nuove iniziative.
Salvo Lo Giudice, Deputato Sicilia Futura