L’ass. Giuseppe La Corte ha consegnato questa mattina i locali dell’Acetilene all’associazione UNA. Il Presidente Giuseppe Lo Vecchio e i diversi volontari si sono messi subito all’opera per ripulire le stanze, utilizzate ad oggi come deposito dal comune.
Presenti alcune attrezzature assegnate dall’ASP, quali vasche da bagno e tavoli, che i volontari pensano di potere riutilizzare.
Non sono certi i tempi necessari per avviare il servizio di pronto intervento. L’ing. Benedetto Madonia e il perito tecnico Pietro Mazzara stanno infatti valutando quale sia la destinazione d’uso dei locali e se sono accatastati. Quindi stileranno un computometrico per preventivare la spesa necessaria per mettere gli ambienti in sicurezza e rispondenti alle normative igienico sanitarie.
“Se si tratta di affrontare una modica spesa – dichiara Mazzara – per mettere a norma gli impianti elettrico e idrico faremo da soli, pur di cominciare al più presto ad avviare il servizio di primo intervento ed affrontare così le emergenze”. I volontari pensano di utilizzare almeno un locale in una prima fase.
Lontani i tempi per potere realizzare il sogno più ambito, il rifugio per i randagi. Le normative da rispettare sono più stringenti e i costi da sostenere più elevati.
“Per realizzare il rifugio – continua Mazzara – chiederemo contributi ai privati, ma soprattutto valuteremo la possibilità di accedere ai fondi pubblici”. Al momento quindi non verranno trasferiti all’Acetilene i randagi ospitati nella struttura di Pezzingoli.